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Iperammortamento 2026

Iperammortamento 2026

Il nuovo Iperammortamento 2026: tra opportunità e complessità normativa

L’iperammortamento torna protagonista delle politiche industriali per il triennio 2026-2028, segnando il passaggio dai crediti d’imposta a una rinnovata maxi-deduzione fiscale per gli investimenti in tecnologie 4.0.

Questa misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, consente di dedurre ai fini IRES/IRPEF una quota superiore al 100% del valore del bene, equiparando finalmente gli incentivi per il software a quelli dell’hardware.

Tuttavia, il nuovo impianto si presenta più complesso rispetto al passato: tra aliquote elevate e nuovi beni agevolabili, emergono procedure burocratiche ancora in fase di definizione. E’ di poche ore fa, infatti, la notizia che è stata soppressa la norma che vincolava gli acquisti dei beni agevolabili in beni prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo. Proprio su questo punto sono emerse delle criticità che il Governo sta risolvendo prima di procedere con la pubblicazione definitiva del decreto attuativo.

In questo contesto, una pianificazione strategica diventa essenziale per evitare esclusioni o contestazioni e per non perdere i vantaggi di un beneficio fiscale potenzialmente decisivo.

Funzionamento dell’iperammortamento 2026-2028

Ecco come funziona nel dettaglio:

  1. Investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
  2. Il costo del bene viene maggiorato, permettendo di dedurre un valore più alto nei bilanci e abbattendo l’imponibile fiscale.
  3. Aliquote di maggiorazione (fino al 180%):
    1. +180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro (deduzione sul 280% del costo).
    2. +100% per la quota eccedente i 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro.
    3. +50% per la quota eccedente i 10 milioni e fino a 20 milioni di euro.

Iperammortamento 2026: cosa cambia rispetto ai crediti d’Imposta 4.0 e 5.0 

  1. Tempistiche: il vantaggio si recupera in quote di ammortamento, su un periodo di 6-8 anni per i macchinari, ma può essere più rapido per alcuni software. Il credito d’imposta era solitamente fruibile in 1-3 anni.
  2. L’iperammortamento è una deduzione fiscale (riduce l’utile imponibile), mentre i crediti d’imposta (4.0 e 5.0) erano compensazioni dirette F24.
  3. IRES: l’iperammortamento 2026 offre un risparmio fiscale netto superiore (~43%) rispetto al credito d’imposta 4.0 standard precedente.
  4. Requisito UE/SEE: il bene deve essere prodotto nell’Unione Europea o in stati aderenti allo spazio economico europeo: condizione ora soppressa dal Decreto Fiscale.
  5. Adempimenti: richiede perizie tecniche/attestazioni per investimenti sopra certe soglie e comunicazioni al GSE, simili ai precedenti crediti d’imposta

Quali beni (Hardware, Software) sono agevolabili 

La maggiorazione spetta per investimenti in:

  1. beni materiali e immateriali strumentali nuovi compresi negli elenchi degli Allegati IV e V alla legge di bilancio,
  2. interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Rispetto al passato, non si rinvia più agli Allegati A e B della legge 232/2016, perché gli elenchi sono ora riportati (e aggiornati) direttamente negli allegati della manovra.

Sono ammissibili i beni strumentali nuovi “4.0” materiali e immateriali: 

  1. Hardware (Beni materiali – Allegato IV): macchine utensili, robot, impianti automatizzati, sistemi per l’interconnessione, sistemi di gestione della qualità.
  2. Software (Beni immateriali – Allegato V): software, sistemi, piattaforme e applicazioni in grado di connettersi e interagire con le macchine del paragrafo precedente.
  3. FER (Fonti Energia Rinnovabile) e sostenibilità: impianti per l’autoproduzione di energia destinata all’autoconsumo, sistemi di accumulo e tecnologie volte a migliorare l’efficienza energetica del processo produttivo. 

I beni devono essere interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione.