Screenshot e quishing: cosa c’è da sapere
Screenshot e quishing: nell’era dell’intelligenza artificiale, ciò che vedi non è sempre reale
Negli ultimi tempi ci imbattiamo sempre più spesso in immagini e video totalmente generati o manipolati dall’Intelligenza Artificiale. La qualità e la perfezione raggiunte da questi contenuti sono tali da renderli quasi impossibili da distinguere da una pubblicazione o un documento reale.
In questo nuovo contesto tecnologico, le frodi digitali stanno registrando un forte aumento, esponendo cittadini, professionisti e aziende a rischi sempre maggiori. Ma quali sono gli strumenti all’apparenza più inoffensivi oggi usati dai cybercriminali? Oggi parliamo di Screenshot e quishing.
Il mito dello “Screenshot”: perché non è più una prova attendibile
Fino a qualche anno fa, catturare uno screenshot dello schermo era considerato un modo rapido e sicuro per dimostrare l’avvenuta esecuzione di un pagamento o il completamento di un’attività.
Oggi la situazione è radicalmente cambiata. Uno screenshot non può più essere considerato una prova affidabile poiché può essere alterato o creato da zero in pochissimi secondi.
Come viene usato lo screenshot nelle truffe?
I malintenzionati sfruttano le immagini manipolate in diversi modi:
- Falsi pagamenti online: per simulare il versamento di denaro su marketplace e piattaforme e-commerce.
- Sblocco fondi o investimenti fake: per far credere che sia necessario versare una somma aggiuntiva per sbloccare un presunto accredito o un guadagno in criptovalute.
- Emergenze e prenotazioni: per rendere credibili false spese mediche, itinerari di viaggio o prenotazioni mai effettuate.
- Finte recensioni: per mostrare feedback positivi creati ad arte e conquistare la fiducia delle vittime su siti e-commerce fraudolenti.
- Furto dell’account: richiedendo alla vittima lo screenshot di un codice di reset della password con la scusa di un controllo di sicurezza.
Cosa fare per proteggersi?
Non fidarsi mai degli screenshot inviati da terzi. Verificate sempre l’effettiva ricezione di un pagamento o la validità di un’operazione direttamente dalle app o dai siti ufficiali (es. l’home banking o il portale dell’e-commerce). Inoltre, richiedete ed esibite sempre dati di tracciamento ufficiali, come i codici di riferimento delle transazioni (CRO/TRN).
La minaccia trasparente: il “Quishing” e l’uso improprio dei QR Code
I QR Code sono ormai ovunque: sui menu dei ristoranti, sui parchimetri, sui volantini e, sempre più spesso, all’interno delle e-mail.
L’uso quotidiano dei QR Code ci spinge a scansionarli con disinvoltura, senza riflettere sui possibili rischi.
Questa semplificazione ha dato vita al Quishing (QR Code Phishing), una tecnica che trasforma un semplice codice a barre bidimensionale in un’arma per i cybercriminali.
Perché i criminali usano i QR Code?
- Aggirano i filtri di sicurezza e-mail: l’URL finale non compare come testo visibile nell’e-mail, ma è codificato all’interno del QR Code (spesso nascosto a sua volta in allegati PDF o immagini JPEG). Questo rende più difficile per i sistemi antispam aziendali analizzare e bloccare il link.
- Spostano l’attacco sul dispositivo personale: scansionando il codice con lo smartphone, l’utente esce dal perimetro protetto del PC aziendale e passa a un dispositivo mobile spesso meno aggiornato o privo di protezioni adeguate.
- Facilità di creazione: generare un QR Code dannoso richiede pochi secondi, anche grazie a kit di phishing pronti all’uso reperibili in rete.
Cosa fare per proteggersi?
Se da un lato il Quishing rappresenta un rischio in continua evoluzione, dall’altro la conoscenza della minaccia è il primo passo per neutralizzarla.
Proprio come collaboratori e dipendenti hanno imparato nel tempo a riconoscere ed evitare le classiche e-mail di phishing o i messaggi SMS sospetti, oggi è fondamentale estendere la formazione aziendale e la consapevolezza individuale verso il corretto uso dei QR Code.
Buone norme per un utilizzo sicuro dei QR Code:
- Verifica l’anteprima del link: la maggior parte degli smartphone mostra l’indirizzo web prima di aprirlo. Controlla sempre che l’URL sia coerente con il servizio che intendi utilizzare.
- Fai attenzione ai QR Code fisici sovrapposti: prima di scansionare un codice presente ad esempio su dei cartelli verifica che non sia stato incollato un adesivo sopra l’originale.
- Non scansionare QR Code da e-mail inattese: Se ricevi un’e-mail che ti chiede di scansionare un codice per verificare un account o un pagamento, accedi direttamente al servizio dal tuo browser standard.
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